Archive | gennaio, 2013

Montenero di Bisaccia, Censimento del 1890.

28 Gen

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San Felice del Molise, scrutatori sorteggiati e non nominati: respinta la proposta della Minoranza.

28 Gen

E’ stata respinta la mozione  sull’estrazione casuale delle scrutatrici presentata dal gruppo di minoranza al comune di San Felice del Molise. La votazione, avvenuta durante la seduta del consiglio comunale, ha decretato la bocciatura della proposta da parte del sindaco e della sua maggioranza con la conseguente conferma dell’attuale metodo: chiamata diretta e nominativa.

La nostra proposta a favore del sorteggio andava nella direzione della trasparenza, dell’imparzialità e delle pari condizioni fra tutte le persone iscritte all’albo.  Purtroppo però, come spesso accade di questi tempi, ha vinto la logica della spartizione, prova della mentalità partitica che la fa da padrona anche quando si tratta di  assegnare un incarico finalizzato allo svolgimento di un servizio civico. Le obiezioni sollevate dalla maggioranza, o chi per essa, sono state di natura pretestuosa; la normativa vigente, infatti,  non può essere addotta come motivo del respingimento, in primo luogo perché la Legge 270/2005 non vieta l’estrazione casuale e in secondo luogo perché attraverso apposite circolari elettorali il Ministero dell’Interno ha già avuto occasione di ribadire che “il sorteggio preventivo, finalizzato alla successiva unanime designazione dei nominativi sorteggiati” può essere adottato a discrezione della Commissione Elettorale, purché vi sia l’accordo tra tutti i suoi componenti. Speravamo che la maggioranza cogliesse l’opportunità per dare esempio di obbiettività, entrando nel merito della proposta, ma evidentemente fare affidamento sul buon senso non sempre risulta essere la carta vincente. Il nostro timore, lo ribadiamo, è che attraverso la designazione diretta potrebbe innescarsi un meccanismo utile alla creazione di consenso elettorale, trasformando così un servizio da civico in mercenario. Per questo motivo, in presenza della seppur minima probabilità che  la chiamata diretta convertisse il voto da diritto in merce di scambio, abbiamo ritenuto che tra le responsabilità dell’amministrazione comunale vi fosse quella di impedirlo attraverso l’adozione di un sistema alternativo, svincolato da pressioni di qualsivoglia natura.  Probabilmente il nostro errore è stato quello di considerare come interlocutori validi soggetti che partono da altri presupposti, diversi dal disinteresse e dallo stare al di sopra delle parti. In conclusione non ci resta che constatare che la gioventù della maggioranza è squisitamente anagrafica, perché le idee sono parecchio stagionate.

Nicoletta Radatta, Consigliera di minoranza

Da questo blog era partita un’identica proposta, che è possibile leggere cliccando (qui), conclusasi con gli stessi risultati di San Felice del Molise.