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“Fiumi di soldi ai Comuni senza sisma”. Inchiesta di Repubblica sul terremoto in Molise.

16 Nov

Uno scandalo cresciuto intorno al terribile dramma del 31 ottobre del 2002 quando 27 bambini morirono per il crollo della scuola di San Giuliano. Secondo la magistratura i municipi a cui spettavano fondi dovevano essere 14, sono invece cresciuti a 84. 

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“Ricostruzione post-sisma”. A Montorio nei Frentani museo ornitologico e museo dell’arbitro con l’articolo 15.

3 Lug

Da: www.ilponteonline.it

Seicentocinquanta mila euro, dai fondi dell’articolo 15, che i politici molisani tanto hanno difeso, per un Museo Ornitologico e un Museo dell’Arbitro a Montorio nei Frentani, 350 anime appollaiate sul colle tra Larino e Santa Croce di Magliano. I lavori sono finiti ma non aprono, non c’è il materiale per riempirli.

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Sisma 2002, ecco tutti i fondi che Montenero ha sottratto ai veri terremotati

9 Set

Proponiamo quest’articolo, pubblicato oggi su Il Quotidiano del Molise, per far conoscere ai lettori le cifre relative ai soldi sottratti dal nostro Comune alla vera ricostruzione post-sisma. Precisiamo che, nel seguente pezzo, sono presenti giudizi di valore che non condividiamo minimamente, in quanto sfiorano l’idiozia, del tipo: “i soldi sono arrivati anche qui, sarebbe stato un peccato non approfittarne”. Ci permettiamo di aggiungere, inoltre, che è stato trascurato un “dettaglio” intrascurabile: dal 2002, gli abitanti del Cratere vivono ancora nelle casette di legno.

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Da Il Quotidiano del Molise – 9 settembre 2011

MONTENERO DI BISACCIA. Quasi tre milioni e trecentomila euro, per la precisione 3.291.943,52, questa la somma che ha fruttato a Montenero il terremoto del 2002. La rendicontazione di quanto finanziato nel periodo 2003-2010 dalla Regione Molise per i danni post sisma è stata appena pubblicata. E nel consultarla non mancano le sorprese, prima fra tutte l’impennata che le somme elargite da Palazzo Moffa subiscono da un certo punto in poi. Per i più maligni la conferma che bisogna essere nelle grazie del potere regionale per ottenere qualcosa.
L’analisi delle cifre crude, tuttavia, mostra che quasi tutte le opere pubbliche realizzate nel secondo mandato del sindaco Giuseppe D’Ascenzo (o completate in questo primo scorcio di Nicola Travaglini), sono state finanziate con i fondi del terremoto. Il quale a Montenero si avvertì, ma qualora si proponesse a chicchessia di mettere la mano sul fuoco per garantire che abbia fatto davvero danni, potrebbe rivelarsi impresa disperata trovare emuli di Muzio Scevola. Ma tant’è, i soldi sono arrivati anche qui, sarebbe stato un peccato non approfittarne da parte degli amministratori.
Nel 2003, primo anno di manna sismica, Montenero riceve 145mila euro. Le somme sono utilizzate soprattutto per pagare le autonome sistemazioni a famiglie che hanno dovuto sloggiare dalla propria casa dopo la scossa tellurica. Non mancano tuttavia voci di spesa che riguardano la riparazione funzionale di opere varie. L’anno successivo aumenta la somma elargita in favore del centro bassomolisano, all’epoca di colore opposto a quello del governo regionale, col quale cominciano anche le prime scaramucce per questioni urbanistiche. I 264mila euro del 2004 sono così utilizzati per riparazioni private e anche per le scuole. Arriva il 2005 e con esso “solo” 132mila euro, destinati sempre a riparazioni funzionali di stabili danneggiati dal sisma di tre anni prima. In linea generale hanno la stessa destinazione anche le somme percepite nel 2006, che ammontano a 180mila euro: oltre a case private, sono finanziati i lavori per ristrutturare le scuole. Nel 2007 la Regione pare tirare i cordoni della borsa: a Montenero arrivano solo 118mila euro, per riparazioni funzionali, sistemazione e riattivazione di scuole. Contributi a pioggia anche l’anno successivo: 193mila gli euro elargiti nel 2008. Infine il cambio di rotta nel 2009, quando Palazzo Moffa dirotta sul centro bassomolisano ben 345mila euro. Il cambio di passo si vede subito: a fine mandato arrivano importanti opere come la sistemazione di piazza Giovanni XXIII (accanto alla chiesa madre) e di via San Giovanni, a due passi dal centro.
Ma occorre ricordare cos’è avvenuto nel 2009 in ambito politico per tentare di avere un quadro più chiaro della situazione. A pochi mesi dalla scadenza naturale del secondo mandato di D’Ascenzo, il centrosinistra montenerese si spacca e scatena una furiosa crisi amministrativa. Dopo mesi di battibecchi, trattative, litigi, ricorsi al Tar ecc. succede che parte del centrosinistra si allea con la minoranza di centrodestra. Il risultato è la lista guidata da Nicola Travaglini, che nella primavera 2010 diventa così sindaco. E con una regione amica, ormai dello stesso colore politico dopo trascorsi spesso burrascosi, forse è anche il caso di ricevere un occhio di riguardo. Sarà per questo che nel 2010, e sempre per il famoso terremoto, arriva a Montenero la bellezza di 1 milione e 911mila euro? Chissà, intanto i frutti si vedono a suon di cemento, fognature, pavimentazioni, asfalti, lampioni nuovi ecc. Il Comune sistema una dietro l’altra le vie Pietro Micca, Beato Matteo, Regina Elena, Nicola Luciani, XXIV maggio, Valentina, Carducci, Carabba, Napoli, Enrico Fermi. E, perché no, anche il cimitero. Il terremoto forse non c’è stato, di sicuro non ha causato gli stessi danni dell’epicentro, San Giuliano di Puglia, ma va almeno riconosciuto che con i fondi sono state realizzate soprattutto opere pubbliche, oggi fruite dalla collettività. Infine, visto che i soldi sono stati stanziati comunque, quanto è costata a Montenero l’inimicizia con la Regione perdurata per buona parte degli anni Duemila? R.d’A.

Tavenna, oltre 700mila euro per la cosiddetta “ricostruzione post-sisma”

25 Ago

“Non è grave il clamore dei violenti, ma il silenzio spaventoso delle persone oneste”.

(M. L. King)

Sono costretto, mi auguro per l’ultima volta, a ripetere che non un centesimo destinato alla ricostruzione post sisma o post alluvione è stato utilizzato in modo diverso dal dovuto“.

(Michele Iorio, 11/02/2011)

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Nell’albo pretorio online del Comune di Tavenna, nella deliberazione n. 51 dell’11/08/2011, è stato pubblicato il “Rendiconto delle assegnazioni finanziarie per le attività post-sisma”, “per la gestione delle attività emergenziali e di ricostruzione”, dal 2003 al 2010. Il totale dei finanziamenti ricevuti negli anni ammonta a 758 084€.

Clicca sull’immagine per ingrandirla:

tavenna-sisma

Il terremoto e i MOLLI-SANI.

28 Mar

di Domenico D’Adamo – Tratto da “La Fonte – Periodico dei terremotati e di resistenza umana”.

Alcuni giorni fa, a Bonefro, si sono dati appuntamento quelli che il terremoto lo stanno ancora pagando, per raccontarsi come hanno trascorso gli ultimi otto anni della loro esistenza. Vivere per tutto questo tempo in anguste casette di legno, fredde d’inverno e soffocanti d’estate, pare non sia stato il massimo che si sarebbero aspettati dalla protezione civile di Bertolaso. Gestire la fase della ricostruzione post-sisma è impresa assai complessa per chiunque, ma Iorio e compagni sono riusciti con abilità a renderla complicata, e per certi versi impossibile. Se ancora oggi, per il 70% delle abitazioni di classe A, non sono ancora state completate le procedure amministrative per accedere al finanziamento pubblico, è solo perché qualcuno avrebbe avuto il dovere di sostituirsi agli amministratori incapaci di risolvere problemi di questo genere. Se alcune abitazioni, ristrutturate con fondi pubblici, rimaste inoccupate dai proprietari risiedenti altrove, non sono state assegnate, almeno provvisoriamente, a quegli sfortunati che hanno perso la casa, è solo perché chi ne aveva il potere lo ha esercitato in modo improprio. Se il Commissario avesse usato i poteri straordinari stabiliti dalla legge per risolvere detti problemi, e non per estendere a dismisura l’area del cosiddetto cratere sismico, i terremotati molisani, quelli veri, avrebbero già in parte risolto i loro problemi abitativi.

Basta girare per i Comuni dell’area colpita dal sisma, ed in particolare San Giuliano, per rendersi conto che i soldi arrivati da Roma, invece di unire le popolazioni colpite, hanno prodotto divisione ed egoismi. Spendere 12 milioni di euro per costruire una sola scuola destinata a un centinaio di bambini, mentre tutti gli altri sono ancora nei prefabbricati, non è solo un’ingiustizia perché con gli stessi soldi si sarebbero potute costruire almeno dodici scuole, ma un insulto a chi non c’è più. Costruire una piscina olimpionica in un Comune di mille anime, sapendo che una struttura di quelle dimensioni può essere gestita solo se fornisce servizi a un bacino di utenza venti volte superiore, è operazione non solo antieconomica – fra qualche anno, se mai verrà inaugurata, si udrà soltanto il gracchiare di rospi e ranocchie – ma, e soprattutto, uno schiaffo a quelle 800 persone che ancora vivono nelle baracche di legno.

Constatare con amarezza che qualche Comune è molto più avanti degli altri nella ricostruzione, solo perché controllore e controllato si sono confusi nella stessa persona, non ha aiutato la gente a camminare insieme, anzi al contrario, nel più tradizionale divide et impera, ha consentito al Governatore di essere ancora più forte rispetto ai suoi sudditi, quelli che nel libro di Antonello Caporale, per l’Italia intera, sono diventati dei MOLLI-SANI. Consegnare nelle mani di un politico senza scrupoli il destino della nostra gente per dieci anni, con il pretesto di restituire alla Regione l’autonomia che le spetta, è stata operazione spericolata e fallimentare. Aver pagato il consenso politico con i soldi del terremoto, senza che la classe dirigente, politica ed imprenditoriale, alzasse un dito pur di essere invitata al banchetto, oggi consente, a chi ha avuto in mano la borsa, di ripresentarsi con probabile successo alle prossime elezioni regionali nonostante i pessimi risultati conseguiti in ogni settore della vita sociale ed economica. Chiedere come fa Iorio, peraltro senza successo, di voler utilizzare i fondi per le aree sottoutilizzate, al fine di ripianare i debiti della sanità che per sue esclusive responsabilità naviga verso il fallimento, rientra nella logica ispiratrice della politica del governatore: “se ricevi dei soldi da Roma, utilizzali per il superfluo tanto le cose necessarie prima o poi qualcuno te le dovrà pagare”. Naturalmente su questa strada invece di arrivare in Europa presto ci ritroveremo in Libia.

Il Molise di Iorio & C, fatto di pale eoliche e di spazzatura, tanto care alle mafie, è un Molise senza sviluppo, senza futuro. Qualcuno a Roma si è accorto dei trucchi di Iorio e, nel decreto mille proroghe ha inserito una norma che in sostanza gli manda a dire: “caro Presidente, se vuoi continuare a finanziare i progetti su seppie e patate fatti dare i soldi direttamente dai tuoi MOLLI-SANI”.

La risposta del governatore non si è fatta attendere e con la solidarietà di quasi tutto il Consiglio regionale, a stretto giro di posta, ha inviato a Roma uno statuto nuovo di zecca che invece di ridurre i costi della politica li ha aumentati, insieme al numero dei consiglieri e degli assessori, alla faccia di terremotati, disoccupati e poveri, sempre più numerosi, dopo le cure liberiste del governo Berlusconi.

domenicodadamo@alice.it

Antonello Caporale, giornalista di Repubblica, ha presentato a Bonefro il suo ultimo libro: “Terremoti spa”.

6 Mar

Come vengono spesi i soldi per le calamità naturali come i terremoti? E perché a fronte di quasi un miliardo di euro, piovuti sul Molise, tanti cittadini vivono ancora nei prefabbricati e la ricostruzione è ferma al 30 per cento delle sole abitazioni principali?

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Bonefro, terremotati ancora all’interno delle casette, sempre piu’ danneggiate, di legno pressato e polistirolo.

5 Mar

Una residente di Bonefro che da 8 anni abita in uno dei prefabbricati montati dopo il terremoto del 31 ottobre 2002 racconta, ancora sotto shock, come ha scoperto che i muri dell’abitazione sono di legno pressato e polistirolo. “Quando ho visto per la prima volta di che materiale è fatta la ‘mia’ casa, sono rimasta allibita”. Intanto le condizioni dei prefabbricati sono pietose: “costretti a usare quantità industriale di silicone per chiudere le fessure, ma è tutto inutile”.

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